Seleziona una pagina

Con il volume “Misbehaving. La nascita dell’economia comportamentale” (Einaudi, pagine 474) Richard Thaler (premio Nobel per l’economia nel 2017) ci porta all’interno del percorso che lo ha portato a divenire uno dei massimi esponenti di questa corrente economica.

Se oggi ci appare usuale parlare di “spinta gentile” (nudge), di non temere i comportamenti “non razionali” delle persone, ma anzi di comprenderli e di predisporre le misure organizzative per indirizzarli al miglior esito possibile è anche merito del fatto che Thaler, giovane studente di economia, si è chiesto se fosse lui a non capire quello che gli insegnavano o se vi fosse qualche cosa da correggere nella teoria economica.

Il libro è spesso difficile da leggere per chi non ha dimestichezza con i temi economici, ma è interessante vedere come le idee maturino nella mente dell’autore anche attraverso l’incontro è la collaborazione con tanti altri ricercatori (Kahneman e Tversky in primo luogo).

Si tratta di “un’intuizione lenta” perché come spesso accade le nuove idee non nascono all’improvviso (magari fosse così), bensì da percorso sospinto in avanti dall’impressione, spesso vaga, ma affascinante, che ci sia qua che cosa di importante lì vicino.

Un percorso che non può essere fatto da soli, che chiede tempo e accettazione delle inevitabili frustrazioni: un percorso che però aiuta a crescere.